Cresce il numero dei neodottori che, dopo anni di studio, desiderano una piccola pausa di relax e riflessione prima di tuffarsi nel mondo del lavoro. A rivelarlo è l’università telematica delle Scienze Umane UNISU, in seguito ad un’indagine che ha coinvolto un campione di 10.000 laureandi e neolaureati italiani.
I più bisognosi di un periodo medio-lungo per “chiarirsi le idee” sono gli studenti di Scienze della Formazione. L’85% dichiara, infatti, di desiderare un anno sabbatico, con una maggiore propensione da parte delle donne (70%), rispetto agli uomini (30%). Seguono gli aspiranti giuristi, che contano tra le proprie fila il 70% di studenti che vogliono cambiare vita per un anno (il 60% dei quali sono uomini e il 40% donne).
Pareri discordanti, invece, tra gli studenti di Economia. Se una buona parte di economisti vorrebbe trovare immediatamente un lavoro, il 62% esprime il desiderio di un break, per poi ripartire più sicuri e preparati. I meno esigenti sono gli studenti di Scienze Politiche che scelgono l’anno sabbatico solo nel 54% dei casi. Per entrambe le facoltà “stakanoviste”, a volere un periodo di tregua da studio e lavoro, sono per lo più gli uomini che, sul totale dei richiedenti l’anno sabbatico, rappresentano il 55% a Scienze Politiche e ben il 65% ad Economia.
Ma come impiegherebbero questo tempo libero i giovani nostrani? Il primo pensiero, per le donne, è quello di arricchirsi umanamente: il 52% di esse, infatti, sceglierebbe di impegnarsi in attività di volontariato, aiutando chi ha davvero bisogno. La maggior parte dei ragazzi invece, ha come obiettivo primario quello di allargare i propri orizzonti, facendo un bel giro per il mondo (44% di preferenze) o trasferendosi negli Stati Uniti (26%) per perfezionare la lingua inglese e valutare future opportunità di lavoro.
Le donne, invece, si rivelano più sedentarie: il 15% di esse desidera un giro per il mondo e solo il 5% sarebbe disposta a trasferirsi negli States. Oltre al volontariato, che viene scelta come missione solo dal 10% degli uomini, le ragazze aspirano ad impiegare l’anno sabbatico per trasformare la propria passione in un lavoro con cui mantenersi (28%). Solo il 20% degli uomini, invece, fa questa scelta e decide di impiegare le proprie energie nella realizzazione pratica di un sogno.
“Mai come al giorno d'oggi, in un' epoca in cui sono "saltate" le sicurezze del lavoro, della casa e della famiglia, i giovani sentono il bisogno di chiarirsi le idee prima di buttarsi a capofitto nel mondo del lavoro” ha precisato Alessandra Scarafiotti, responsabile delle Relazioni Esterne di Unisu. “Una solida formazione universitaria, assieme ad un anno sabbatico "ben impiegato", possono essere un prezioso aiuto per pianificare il proprio futuro in maniera più consapevole, evitando di incorrere in perdite di tempo o dubbi sulla strada da percorrere una volta che ci si è laureati."
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