L’Agricoltura di Precisione nasce nel 1991, dopo la liberalizzazione dell’uso del sistema GPS da parte della amministrazione militare americana, dalle ricerche di John Schueller dell’Università della Florida, sulla variabilità sito-specifica, sulla gestione del sito e sulle tecnologie correlate. Tale esperienza fu presentata al Meeting annuale della American Society of Agricultural Engineers (ASAE), tenutosi a Chicago. Nel 1997, Warwick (Regno Unito) ha ospitato il primo Congresso europeo sull’agricoltura di precisione promosso dalle due associazioni di ingegneria agricola EurAgEng (europea) e CIGR (internazionale) dove fu chiara la declinazione di sostenibilità che le impostazioni di Agricoltura di Precisione avrebbero potuto avvalorare.
Sono passati 32 anni e qualcosa non ha funzionato; anche le previsioni della Commissione Europea che nel 2016 davano un incremento del 12% annuo nella diffusione delle tecnologie sono state disattese dai fatti.
Il problema fondamentale che è emerso con evidenza è che le tecnologie nella maggioranza dei casi producono dati che devono essere capiti e gestiti per poter essere proficui nella gestione ottimizzata delle prassi agricole. Mancano conoscenze competenze adeguate che possano rinnovare la mentalità gestionale delle imprese agricole. E’ necessario soprattutto introdurre digitalizzazione e la capacità di gestire tecnologie sensoristiche, elettroniche e di automazione. E’ un nuovo paradigma che deve essere affrontato con una attenzione antropocentrica prima che tecnocentrica ovvero con la formazione di nuovi operatori e nuovi quadri che supportino l’evoluzione imprenditoriale.
Il mercato del lavoro in agricoltura, in ritardo rispetto alle previsioni Europee e forzato da azioni di governance riferite alle transizioni ecologiche, digitale e generazionale, richiede tali nuove professionalità per passare dall’attuale 2-3% di adozione aziendale ad un adeguamento generale nei prossimi anni. Tale adeguamento è per altro richiesto dalle nuove misure del PAN.
Gli obiettivi dell’Agricoltura di Precisione sono quelli di tener conto della variabilità nel tempo e nello spazio dei fattori che influiscono sul processo produttivo agricolo, per migliorare l’efficienza degli input nella gestione dinamica del processo. Migliorare l’efficienza significa utilizzare meno risorse per ottenere lo stesso risultato, od ottenere un risultato migliore a parità di utilizzo di input (es. acqua, fertilizzanti, prodotti fitosanitari, etc.).
È quindi necessario sviluppare competenze che sappiano interpretare e gestire questa variabilità spaziale e temporale, per ottimizzare i risultati del processo produttivo in termini economici e/o ambientali, avvalendosi dell’innovazione tecnologica in termini di sensoristica prossimale e remota, sistemi procedurali e automazione operativa.
Il Master di primo livello Agricoltura di Precisione (AP) risponde alla crescente domanda di tali professionisti qualificati nei diversi aspetti tecnici, tecnologici, digitali, gestionali necessari per l’attuazione della AP.
Il Master AP è attualmente gestito dall’Università di Firenze è realizzato in collaborazione con le Università di Teramo, Viterbo, Salerno e Padova, con il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) ed il Consiglio per la Ricerca in agricoltura e l’analisi dell’Economia Agraria (CREA) con importanti associazioni pilota e ciò consente di avvalersi di docenti esperti e di fama nazionale ed internazionale, tra i più attivi nella ricerca su agricoltura di precisione e digitale in Italia.
Il Master in un approccio multidisciplinare si sviluppa in 6 aree tematiche:
- Gestione dei Dati
- Logistica ed Automazione
- Macchine Intelligenti
- Gestione del suolo e della Fertilità
- Gestione dell’acqua, delle filiere erbacee e delle cover crop
- Gestione delle filiere vite, frutta e zootecnica
Per un totale di 18 moduli didattici.
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