Il momento storico in cui viviamo è caratterizzato da profondi e repentini mutamenti che si riflettono inevitabilmente e significativamente sul mercato del lavoro e sui fabbisogni professionali delle imprese.
Si pensi, ad esempio, all’impatto che la digitalizzazione ha avuto sul mondo del lavoro: un impatto così rilevante che, talora, ha reso “obsolete” alcune figure professionali pur facendone, d’altra parte, “nascere” di nuove.
O ancora, si consideri la sempre maggiore attenzione all’ambiente e alle risorse energetiche, ed in generale al concetto di Green Economy, che ha comportato una correlata maggior richiesta di competenze specifiche nel settore ambientale ed energetico.
Non per ultimo, è sotto gli occhi di tutti, lo stravolgimento causato dalla pandemia da Covid-19 a livello globale in ogni settore – economico, sociale e produttivo – e che sta portando alla luce esigenze (e carenze) fino a poco tempo fa ritenute sostanzialmente marginali e che in realtà si stanno rilevando fortemente impattati su ogni processo organizzativo delle imprese, ivi comprese quelle del settore portuale-logistico-marittimo.
Risulta evidente, dunque, l’evoluzione delle professionalità richieste dalle imprese, sia per il personale già in organico, per quello di nuovo insediamento; ciò determinando un correlato mutamento dei fabbisogni formativi.
In tale contesto, avuto riguardo specificamente alle imprese operanti nel settore portuale, marittimo e logistico, spesso caratterizzate da un’obsolescenza delle competenze dei lavoratori, si rivelano indispensabili competenze delle professionalità sempre più alte e trasversali, tali cioè da rispondere in modo puntuale e ai molteplici cambiamenti organizzativi, tecnologici, ambientali, economici e sociali attualmente in atto, e traguardare livelli sempre più competitivi dell’azienda sul mercato internazionale.
Infatti, una delle principali criticità che si rilevano nei terminal portuali, nelle aziende del settore logistico e, in generale, in tutto il cluster marittimo, rispetto, ad esempio, ai paesi del Nord Europa, è rappresentata dal basso livello di digitalizzazione e di automazione delle operazioni e degli aspetti gestionali, per cui diventano essenziali, in stretta correlazione all’attuale panorama tecnologico, tutte le competenze tipiche dell’Industria 4.0, afferenti, a mero titolo esemplificativo e non esaustivo, alla cybersecurity, all’analisi dei Big Data, all’IoT, e all’automazione.
Non solo, ma anche per quanto riguarda il management, si rende necessaria una maggiore valorizzazione ed acquisizione, da parte delle imprese, di tutte quelle competenze legate alle soft skill in particolare attinenti, tra le altre, alle tematiche di strategic management, human resource, project management e project financing.
E ancora, sempre maggiore attenzione a livello globale viene riservata alle questioni della sostenibilità energetica, ambientale, economica e sociale, imponendo necessari ripensamenti in termini di competenze da acquisire.
Proprio al fine di colmare il gap rilevato e favorire il processo di internazionalizzazione delle imprese, occorre intervenire indirizzando e focalizzando la formazione dei lavoratori su queste tematiche, ossia la digitalizzazione e automazione applicata ai processi, i nuovi strumenti a supporto del management e le competenze legate, in massima approssimazione, alla green economy.
In tale direzione va il Master di I° livello in Smart and Sustainable Operations in Maritime and Port Logistics realizzato dall’Autorità di Sistema del Mar Tirreno Settentrionale in collaborazione con il Polo della Logistica dell’Università di Pisa, la CCIAA della Maremma e del Tirreno e Federmanager.
Il Master ha l’obiettivo di fornire ai partecipanti una formazione multidisciplinare “su misura” che risponde a specifiche esigenze delle imprese e degli enti operanti nel Settore della Logistica marittima e portuale. Oltre alla didattica frontale che seguirà un approccio interattivo e partecipativo, sono previste 500 ore di attività on the job (stage o project work) presso le imprese del cluster.
Il programma del Master mette al centro della proposta formativa la sostenibilità del sistema logistico, le frontiere tecnologiche, ponendo particolare enfasi sulla digitalizzazione dei processi, cybersecurity, Big Data, IoT e Automazione. Infine, per completare l’offerta formativa, il master affronta in due moduli appositamente progettati gli aspetti legati alla legislazione e alla contrattualistica nel settore di riferimento e gli strumenti di management e pianificazione strategica.
di Claudio Capuano
Dirigente dell’Autorità di Sistema del Mar Tirreno Settentrionale preposto all’Ufficio Territoriale Portuale di Piombino
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