L’Area Executive Education della Fondazione CUOA ha lanciato a febbraio una survey per raccogliere dal mercato informazioni sulla percezione della crisi finanziaria che ha colpito l'economia mondiale e il rapporto tra crisi e formazione. Ad un campione di 170 manager provenienti da funzioni diverse sono stati somministrati questionari per indagare il loro punto di vista sulla crisi, le modalità messe in atto a livello aziendale per contrastarla e la valutazione del ruolo della formazione in momenti di crisi.
Dai dati raccolti emerge che, secondo la maggior parte delle imprese intervistate (91%), la crisi è ancora in atto e non ha ancora raggiunto il suo culmine. Le previsioni per il futuro non sono confortanti: infatti, anche nei prossimi mesi ci si attende uno sviluppo negativo (79%).
Per contrastare il momento le imprese hanno evidenziato come misura più efficace la riduzione dei costi attraverso il ridimensionamento dell’organico (59 rispondenti su risposta multipla). Ma c’è anche chi sceglie di non agire, mantenendo le strategie (43 rispondenti).
Tuttavia alcune aziende hanno individuato negli investimenti produttivi (17% del campione con 30 risposte) e nell’internazionalizzazione (15% del campione con 26 risposte) un’altra possibile via d’uscita. Le aree ritenute maggiormente strategiche per attuare questa seconda ipotesi sono l’Europa Orientale, con la Russia e il Medio Oriente.
La gran parte delle imprese, inoltre, ritiene che lo sviluppo della formazione, in particolare quella manageriale (76%), sia un elemento strategico per superare questo momento. I temi da approfondire si concentrano soprattutto sulla strategia d’impresa, sull’innovazione e R&D e sul budgeting. Emerge, inoltre, l’esigenza di approfondire settori già battuti come l’organizzazione, il commerciale e le vendite.
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