Pnrr vuol dire anche borse di dottorato. I decreti ministeriali erano usciti ad aprile, ma la notizia diventa ora di attualità perché a breve apriranno i due bandi.
Una partita importante, che vede l’Università di Trento protagonista con oltre 48 nuovi posti di dottorato nell’anno accademico 2022/23 (ciclo 38°).
Un bando riguarderà 18 borse da attribuire a dottorati per la realizzazione di progetti dedicati a ricerca Pnrr, pubblica amministrazione e patrimonio culturale.
L’altro bando sarà dedicato a oltre 30 borse di dottorato co-finanziate da imprese da attribuire, sempre per il 38° ciclo, alla realizzazione di progetti che mirano al potenziamento delle competenze di alto profilo, in modo particolare nelle aree delle tecnologie abilitanti (Key Enabling Technologies). Si vuole con questa iniziativa rispondere ai fabbisogni di innovazione delle imprese e promuovere il rapporto tra ricerca e azienda.
Tutte le borse finanziate dai decreti ministeriali nell’ambito del Pnrr sono a tematica vincolata e prevedono lo svolgimento di esperienze formative anche in strutture esterne all’università (imprese, centri di ricerca, pubbliche amministrazioni) e periodi di studio e ricerca all’estero, nell’ottica di una formazione dottorale internazionale e legata alla società e al mondo economico-produttivo.
Il processo di selezione si concluderà nell’estate. I/Le vincitori/trici inizieranno il loro percorso di dottorato all’Università di Trento a partire dal 1° novembre.
«Sono particolarmente lieto – afferma il rettore Flavio Deflorian – che l’Ateneo sia riuscito in tempi rapidissimi a tradurre in opportunità concrete i finanziamenti messi a disposizione dal Pnrr. La formazione dottorale, a cui dovrebbero guardare un maggior numero di laureandi/e e neolaureati/e, nelle linee del Pnrr punta sempre più a essere asse portante del sistema della ricerca ma anche del sistema economico-imprenditoriale del Paese».
«I dottorati di ricerca stanno cambiando – aggiunge Francesco Pavani, delegato del rettore per i dottorati di ricerca dell’Università di Trento – l’intento è formare le nuove generazioni di dottorandi e dottorande con conoscenze e competenze di ricerca spendibili non solo nel mondo della ricerca accademica e industriale, ma anche nella società, nella pubblica amministrazione, nelle aziende».
«È una sfida su più fronti – continua Pavani – che coinvolge le università, che devono ampliare la loro prospettiva di formazione e ricerca, ma anche il mondo del lavoro ed economico produttivo, che deve cogliere le grandi potenzialità legate a questo terzo livello della formazione. L’opportunità per i futuri dottorandi e dottorande è crescere sviluppando competenze di frontiera, capacità di pensiero critico, abitudine al confronto interdisciplinare e internazionale, gestione della complessità e, in generale, la capacità di pensare oltre gli scenari abituali e già tracciati».
I bandi saranno pubblicati nei prossimi giorni su: https://www.unitn.it/bandi-phd-pnrr
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