Primo fra tutti, il mondo dell’informazione ha colto una rivoluzione culturale latente che è tempo ormai di lasciare alle spalle il secolo in cui la morte era il più autentico dei tabù.
I casi di Eluana, Welby e Coscioni hanno infatti squarciato il velo sul tema della morte e il fine vita facendo via via capire come il nascondere i morenti abbandonandoli al funzionamento asettico degli ospedali è ciò che nessuno si augura per se stesso e per i propri cari.
Da un lato le cure di tipo palliativo permettono di ridurre il dolore di chi in prima persona deve fare i conti con la fine della vita, dall’altro lo stesso individuo è fatto oggetto di una sorta di congiura del silenzio in cui si “nasconde” al morente la sua condizione.
È proprio su questa istanza psicologica comune che il Master Death Studies & the End of Life dell’Università di Padova, primo in Italia ad affrontare centralmente il problema e giunto quest’anno alla terza edizione, si propone come luogo di discussione scientifica per preparare figure professionali in grado di affrontare il tema del fine vita non solo dal punto di vista bioetico, ma medico, filosofico, antropologico-culturale, psicologico e sociale.
Capire appieno cosa significa morire permette di scardinare la congiura del silenzio, rende capaci di gestire le bad news e porta a una educazione alla salute che, senza ipocrisie, ha come primo parametro di riferimento la fragilità della vita.
‹‹Sempre più dunque il Master Death Studies & the End of Life dell’Università di Padova dimostra di essere unico e insieme all’avanguardia su queste tematiche›› dice Ines Testoni, Direttore del Master Death Studies & the End of Life. ‹‹Tale percorso di formazione mantiene infatti accesa la discussione intorno ai temi del morire dando parola a diverse discipline, affinché mettendo a confronto posizione laiche e posizioni religiose si affrontino questioni tanto scientifiche quanto universali ma anche individuali. Non solo dunque viene presentato il paradigma palliativo e la tematica di fine-vita›› continua Ines Testoni ‹‹ma anche problemi relativi alla gestione relazionale della cura dinanzi alla morte, tra qualità della vita e principi di autodeterminazione, tra desistenza terapeutica e principio di autodeterminazione, relazioni con i familiari e dinamiche di comunicazione nei processi decisionali, resilienza, lutto traumatico e burnout››.
Il Master Death Studies giunto alla sua terza edizione e promosso dalle Facoltà di Scienze della Formazione, Psicologia e Medicina e Chirurgia dell’Università di Padova quest’anno presenta importanti novità. Integra da un lato gli aspetti relativi all’elaborazione personale del vissuto di morte attraverso le tecniche del psicodramma, playback, teatro dell’oppresso e, dall’altro, vantando la presenza dei più importanti esperti e docenti internazionali sulla materia, apre la discussione sui sempre più interessanti territori degli interventi alternativi che costituiscono la medicina integrata.
Questo Master offre cioè una serie di opportunità formative che altrove non sono disponibili e che sono rivolte alle figure professionali (docenti, personale medico e paramedico, psicologi e operatori del settore) che vogliano affrontare il rapporto con la morte a diversi livelli, a partire anche dalla dimensione personale, ma lasciando sempre in primo piano il valore della ricerca scientifica e culturale.
PRE-ISCRIZIONE al Master: http://www.unipd.it/master/elenco/endlife.htm
Alcuni dei moduli didattici delle edizioni precedenti si possono consultare all’indirizzo http://www.endlife.it/
Le preiscrizioni scadono il 13 dicembre 2010.
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