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Small Universities: verso la federazione tra Normale e Sant’Anna per creare una realtà sempre più integrata e competitiva

Notizia del 07/03/2017 ore 15:24

La classifica “Small Best Universities in the World 2017″, redatta dalla rivista britannica Times Higher Education e diffusa oggi, premia le scuole universitarie superiori di Pisa, Normale e Scuola Sant’Anna, rispettivamente quinta e sesta nel mondo.

Il ranking prende in considerazione gli atenei di piccole dimensioni, con meno di 5mila studenti, attivi per didattica e ricerca in almeno quattro aree disciplinari. Al primo posto si piazza il California Institute of Technology e al secondo la “gemella” parigina delle due scuole di eccellenza pisane, Ecole Normale Supérieure, mentre un altro ateneo italiano, l‘Università libera di Bolzano chiude “la top ten”, in decima posizione, confermando l’ottimo stato di salute delle “piccole” università italiane. Per le scuole universitarie superiori di Pisa questo comune riconoscimento coincide con una nuova tappa verso il percorso di federazione, peraltro già avviato con attività congiunte come quelle legate alla scuola estiva di orientamento per la scelta degli studi universitari, per rendersi ancora più competitive sullo scenario globale.

Le ridotte dimensioni delle due Scuole pisane (meno di 600 studenti ciascuna) rispetto a quelle delle altre istituzioni presenti nel gruppo di testa, quasi tutte con almeno 3mila studenti, fanno risaltare ancora di più il risultato ottenuto da Normale e Sant’Anna, tra l’altro gli unici atenei della top 20 con meno di mille allievi. La classifica “Small Best Universities in the World” ha valutato le performance delle piccole università per settori scientifici quali arte e letteratura, medicina, ingegneria e tecnologia, scienze fisiche, scienze della vita, scienze sociali.

I punti di forza comuni a Normale e Sant’Anna e che hanno permesso loro di entrare nella top ten, indicati dagli analisti di Times Higher Education, sono la presenza di alcuni dei “migliori scienziati” tra i docenti, le citazioni e le pubblicazioni scientifiche su riviste di altissimo livello e impatto, le collaborazioni con il mondo delle istituzioni e delle imprese, le aziende spin off create e i brevetti registrati. Gli analisti segnalano anche come, per accedere a Normale e Sant’Anna, gli allievi debbano superare un concorso particolarmente selettivo e come, per mantenere lo status, siano obbligati a garantire alte votazioni nelle prove di esame, insieme allo studio di almeno due lingue. La rivista inglese cita come punto di forza per Normale e Sant’Anna la presenza tra i suoi ex allievi di “Nobel e menti politiche”. In particolare i Nobel Giusuè Carducci e Carlo Rubbia per la Normale insieme all’ex Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi; il Neuroscienziato Giulio Tononi e gli ex Presidenti del Consiglio dei Ministri Giuliano Amato ed Enrico Letta per il Sant’Anna.

Nel presentare i dati, gli analisti di Times Higher Education sottolineano come “la classifica del 2017 per le migliori piccole università al mondo fa emergere che i piccoli atenei sono in grado di fornire un’elevata soddisfazione agli studenti e di favorire l’intreccio di efficaci contatti tra gli allievi e i loro professori, favorendone il successo nello studio. Molti studenti sono attratti dalle dimensioni più contenute delle classi, dai rapporti più diretti con i docenti e dalla sensazione di comunità che atenei di questo tipo sono in grado di trasmettere”. Caratteristiche, queste, che si ritrovano in Normale e Sant’Anna.

“Questa classifica – commentano il Direttore della Normale Vincenzo Barone e il Rettore del Sant’Anna Pierdomenico Perataè l’ennesima testimonianza che le nostre scuole universitarie superiori sono vicine, geograficamente e a livello di eccellenza nella formazione e nella ricerca. Normale e Sant’Anna sono talmente vicine che, cogliendo questa occasione, sono ormai pronte ad annunciare la loro prossima federazione. Le nostre due Scuole non sono mai state in competizione e si sono sempre integrate alla perfezione, facendo un’efficace sinergia scientifica, l’una dedicandosi in maniera prevalente alle scienze di base e alle humanities, l’altra alle scienze applicate, con in più un percorso congiunto per le scienze politiche e sociali, che si concretizzerà nel rilascio dei primi diplomi congiunti tra Normale e Sant’Anna. Oltre che sul piano scientifico, la federazione potrà rivelarsi efficace anche per fronteggiare la progressiva ma continua riduzione del fondo di finanziamento ordinario, che interessa tutto il sistema universitario italiano. E’ nostro auspicio che il Ministero dell’istruzione, università e ricerca voglia sostenere la federazione anche in termini economici, legati al fondo di finanziamento ordinario, cogliendo il senso di una scelta che porterà benefici al sistema Paese, in termini di competitività e di sviluppo del suo sistema della ricerca e della formazione”.

“Dalle nostre scuole – aggiungono Barone e Perata – arriva un’offerta unica di proposte formative e di ricerca che le rende sempre più attrattive e competitive a livello internazionale. Normale e Sant’Anna, insieme allo Iuss di Pavia che è già entrato nella federazione, avranno un unico consiglio di amministrazione e attueranno politiche sempre più congiunte. Il primo passo – concludono Vincenzo Barone e Pierdomenico Perata – verso questa federazione sono i prossimi corsi di orientamento, che dall’estate 2017 saranno organizzati in maniera congiunta, per proporci come una realtà di eccellenza sempre più integrata”.

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