Il Master in Cultural Diplomacy “rappresenta un significativo esempio di come l’originalità e la creatività possano essere poste alla base di un’offerta didattica innovativa” – così il rettore dell’Università Cattolica Franco Anelli in apertura del Graduation Day, la cerimonia di consegna dei diplomi del Master in Cultural Diplomacy, promosso dall’Alta Scuola in Media, Comunicazione e Spettacolo (ALMED) e dall’Alta Scuola di Economia e Relazioni Internazionali (ASERI) dell’Ateneo, che si è tenuta oggi all’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede, a Roma.
“Spesso l’innovazione viene considerata una caratteristica esclusiva delle discipline tecnico-scientifiche – ha continuato il rettore – In realtà, proprio questo master dimostra che non è così perché, grazie ad esso, è possibile valorizzare un ambito di studi e professionale in un’ottica inedita e con risultati eccellenti. Innovare non significa semplicemente “inventare” qualcosa di nuovo, ma declinare delle intuizioni e dei percorsi di ricerca con le esigenze mutevoli che emergono dalla società, dal mondo economico, dal mercato del lavoro. Il grande pregio di questo master è quello di rinnovare ad ogni edizione questa sua caratteristica distintiva”.
“L’Italia – ha concluso il rettore Anelli – ha uno dei patrimoni culturali più importanti al mondo. Per valorizzare appieno tale risorsa, occorre sviluppare questa consapevolezza dentro una logica di sistema, che comporta quindi la necessità di godere di una solida conoscenza dei contesti contigui a quello prettamente culturale. Da un punto di vista scientifico, ciò significa valorizzare la dimensione inter e multi disciplinare; dal punto di vista della formazione degli studenti, significa educarli a gestire la complessità”.
Al convegno ha portato il suo saluto anche Pietro Sebastiani, Ambasciatore d’Italia presso la Santa Sede: “In questo luogo storico oggi celebriamo l’importante cerimonia del Graduation Day del Master in Cultural Diplomacy dell’Università Cattolica in un periodo in cui, anche nella città di Roma, si stanno affrontando i temi del soft power, della cultura, della diplomazia, dell’ambiente. Continuiamo a portare avanti l’idea di lavorare insieme: le sfide globali richiedono risposte globali e, soprattutto, giovani pronti e preparati a lavorare per il futuro”.
Federica Olivares, che ha fondato e dirige l’International Program in Cultural Diplomacy, ha poi illustrato il lavoro e gli sviluppi del primo lustro del Master: “E’ la prima volta in questo anno accademico che docenti e studenti si incontrano nuovamente di persona. Ringrazio particolarmente i nostri studenti che hanno creato una vera comunità e sono una grande speranza per il futuro. Oggi celebriamo i primi cinque anni di questo International Program che già vede i nostri Alumni lavorare in importanti enti e istituzioni internazionali, nel pubblico e nel privato. Abbiamo costruito un legame con le organizzazioni e con grandi aziende, ora la nostra ambizione è creare non solo competenze complesse e professionali, ma formare vere cittadine e cittadini del mondo che contribuiscano a costruire il mondo del futuro: a force for good to the world”.
“Il programma internazionale in Cultural Diplomacy è stato fondamentale per noi alle Gallerie degli Uffizi fin dall’inizio, soprattutto per gli studenti che hanno vissuto una internship nel nostro museo – ha detto Eike Schmidt, Direttore del celebremuseo – Senza la diplomazia culturale non sarebbero stati possibili molti allestimenti, soprattutto nel tempo della pandemia, grazie alle relazioni multiculturali e internazionali. La frontiera per il futuro è davvero l’istruzione, anche nell’arte e per ogni istituzione culturale, come sperimentiamo anche noi ogni giorno, grazie alla partecipazione di scuole e studenti alle nostre iniziative”.
“Oggi celebriamo la cerimonia di diploma di un programma formativo davvero innovativo, basato su un concetto non tradizionale di diplomazia, in un contesto internazionale dove le sfide si rinnovano continuamente e gli Stati si confrontano con scelte strategiche e cruciali – così Enrico Petrocelli, Head of International Institutional Relations di Cassa Depositi e Prestiti – In un’epoca come quella che stiamo vivendo le relazioni e il dialogo internazionale sono decisive per la crescita delle nazioni e la cultura contribuisce grandemente allo sviluppo economico, alle politiche del lavoro e al futuro delle nuove generazioni”.
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