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Ultimo Aggiornamento: il 20/07/2018 alle 10:32

Lavorare per Juventus. Come fare e quali sono i requisiti? Intervista al Dott. Sergio Spinelli, Head of Human Resources

Notizia del 30/01/2018 ore 17:51

Quali sono i requisiti per poter lavorare per Juventus Football Club?
Quali sono i percorsi che un giovane può intraprendere?

Ce lo ha spiegato Sergio Spinelli, Responsabile Risorse Umane. La “Juve” infatti, non gioca solo in campo. Dietro c’è una grande squadra invisibile composta da decine di figure professionali.

Foto Sergio 2015

La Juventus ha una squadra in campo e una “squadra invisibile”. Quanto grande è la squadra invisibile e da chi è composta? Quali sono le sue caratteristiche?
La “squadra invisibile” è composta da circa 250 dipendenti, uomini e donne che ogni giorno lavorano con passione e tenacia per raggiungere gli obiettivi di business e nel contempo, ottenere i migliori risultati sportivi. “Fare squadra” fuori e dentro il campo contraddistingue l’approccio di Juventus e questo imprinting permea tutte le risorse che ci lavorano. La politica di gestione di Juventus è orientata al raggiungimento dei risultati aziendali e individuali e supporta la crescita delle persone puntando su innovazione, lavoro di squadra, fiducia, integrità, impegno, coraggio e ambizione.

In alcune interviste rilasciate, Lei dichiara che la Juventus vuole essere una società-azienda. Che cosa intende dire con “società-azienda” e come la Juventus si differenzia da altre società nel processo di recruitment?
Le società di calcio sono ormai delle vere e proprie aziende strutturate: non solo la squadra degli undici giocatori in campo, ma team eterogenei di professionisti competenti, a cui è richiesto di innovare e agire con flessibilità le leve del business, operando in ambito internazionale e verso lo sviluppo di nuovi prodotti /servizi che valorizzino il brand.

La strategia delle Risorse Umane, funzionale a supportare vision e mission aziendali, si caratterizza per cinque linee di intervento: la Valutazione delle posizioni, attribuendo ad ognuna un “peso” specifico attraverso il Global Grading System, la definizione di un Modello delle Competenze per valutare le soft skill, l’attuazione di un sistema di Rewarding allineato alle competenze e alle skill richieste, l’estensione del Piano Welfare a tutta la popolazione aziendale, la valutazione delle performance a tutti i livelli ed, infine, un focus su processi ritenuti core, quali l’Onboarding per i neo-assunti, le strategie di Employer Branding e la Talent Acquisition. Nei processi di Employer Branding, peraltro, questo sistema costituisce il nostro approccio distintivo che caratterizza l’EVP (Employer Value Proposition).

Le opportunità professionali sono pubblicate in modo puntuale e trasparente nella sezione dedicata sul sito aziendale e pubblicizzate su LinkedIn. Alcuni strumenti, quali ad esempio l’Assessment Center, fanno ormai parte della “casetta degli attrezzi” del recruiter e consentono una valutazione completa dei profili in esame attraverso colloqui one-to- one, test individuali, prove strutturate di personalità e l’osservazione di dinamiche di lavoro in team.

Quali sono i prossimi obiettivi nella ricerca di personale? Di quali figure avete bisogno in questo momento?
Attualmente, lo sviluppo dell’area Revenue e in particolare, delle funzioni Digital, Sponsorship, Licensing e Marketing, determinano l’esigenza di orientare la ricerca di profili in grado di garantire flussi costanti di revenues, coordinandosi con le altre aree aziendali per gestire l’intero ciclo di vita dei prodotti, definendo processi di monitoraggio di analisi delle performance degli stessi, cogliendo e possibilmente anticipando i trend di sviluppi del mercato.

Com’è cambiata la selezione dei candidati negli anni?
Il passaggio che ad oggi si prospetta è una rimodulazione delle competenze in cui le soft skill giocano un ruolo sempre più cruciale. La selezione si sta orientando verso talenti che abbiano voglia di mettersi in gioco, che sappiano lavorare in team, che siano innovativi e ambiziosi, e soprattutto che sposino i valori della Società.

Quali sono i profili più ricercati dalla Juventus e quali sono invece le figure professionali più difficili da reperire?In linea con l’evoluzione del business possiamo affermare che la digital transformation – dallo sviluppo del marketing digitale, all’online retail, fino all’analisi della customer relationship management – impone ritmi di ricerca veloci e la capacità di individuare nuove competenze talvolta difficili da reperire sul mercato per il mix di competenze gestionali e tecniche, nonché per l’esperienza e la professionalità richiesta in grandi realtà strutturate. Puntiamo sull’innovazione, la tecnica, la capacità di gestire situazioni complesse e relazioni dinamiche con interlocutori internazionali.

Oggi il digital marketing è fondamentale per ogni azienda. Qual è il tipo di background che un candidato deve avere per poter lavorare in questo settore all’interno della Juventus?
Cerchiamo profili con competenze gestionali, capacità e conoscenze sviluppate nell’ambito del project management con un mix di analisi e creatività proprie di profili marketing e tecnica propria di profili informatici. La conoscenza dei flussi di processo e le capacità di definizione e gestione dei tempi di progetto sono considerati fattori chiave nella ricerca. Il focus ricade sulle competenze a livello globale rispetto ai prodotti digitali: analisi, benchmarking, insight analysis, wireframing e prototyping; graphic design, sviluppo tecnico e integrazione con sistemi esterni (CRM, e-commerce, ERP e Custom Application, …). La lingua inglese è ormai considerato un prerequisito.

Quali caratteristiche deve avere un giovane laureato oggi per poter lavorare per la Juventus? Per esempio, candidati che abbiano studiato/lavorato in Italia o all’estero e che abbiano almeno un’esperienza di lavoro. O per esempio, è importante la conoscenza di una o più lingue straniere. Se sì, quali?
Guardiamo con favore i profili internazionali e gli italiani che abbiano maturato esperienze all’estero. L’inglese è un basic; per alcuni ruoli sono fondamentali lo spagnolo e il cinese.

Sul vostro sito c’è scritto che la Juventus è un ambiente giovane, dinamico e stimolante. Che cosa significa per voi essere dinamici?
Essere aperti ai cambiamenti, essere flessibili e non aver paura di abbracciare nuove sfide. Significa credere nei valori di Juventus, lavorare per raggiungere gli obiettivi costruendo relazioni professionali che mirino al miglior risultato possibile e ad un lavoro di team efficace ed efficiente. Dove l’energia, la fiducia e la vision sono diventate un must.

Quanti under 30 lavorano per la Juventus?
Gli Under 30 che attualmente impiegati in Juventus, rappresentano circa i 2/3 della forza lavoro.

Quanto importante è avere un Master, oltre al titolo di laurea? E se lo è, in quali settori?
I Master hanno una rilevante importanza, in particolare quelli riguardanti l’ambito sportivo. Sono un esempio il FIFA Master, erogato dall’Università SDA Bocconi, e il Master in Sport Business Management, erogato da Il Sole 24Ore Business School.

Avete sviluppato convenzioni con università italiane o straniere per l’inserimento di candidati in azienda?
Vengono incrementate sempre più le partnership con varie università di tutta Italia; inoltre, vengono organizzati periodicamente occasioni di contatto diretto con neo-laureati per avere maggiori possibilità di individuare il candidato ideale e aumentare la potenzialità del brand.

In che modo i neo-laureati possono accedere alle posizioni aperte e capire quali sono i requisiti per entrare a lavorare nella squadra invisibile della Juventus?
Le posizioni aperte vengono pubblicate all’interno della sezioneLavora con noi” del sito aziendale. All’interno di quest’ultimo, sono anche presenti i valori “Vision, Innovazione, Lavoro di squadra, Fiducia, Integrità, Impegno, Coraggio e Ambizione” che contraddistinguono la “squadra invisibile” e sono gli stessi che ricerchiamo in ogni giovane candidato che ambisce ad entrare a far parte di questo contesto aziendale.

Per concludere l’intervista, cosa pensa del sistema universitario italiano? Cosa potrebbe essere migliorato in merito alla preparazione degli studenti? Secondo Lei, ci sono validi percorsi formativi che preparano al mondo dello sport e delle imprese sportive?
Il sistema universitario è uno dei migliori al mondo, è in grado di formare gli studenti a livello teorico in modo eccellente. Dovremmo puntare maggiormente sul percorso di studi di Alternanza Scuola-Lavoro per sensibilizzare i ragazzi sull’innesto nel mondo del lavoro. Il coinvolgimento dovrebbe quindi crescere in modo via via incrementale attraverso stage curricolari con obiettivi di apprendimento chiari, volti a supportare gli studenti nella scelta del percorso magistrale da intraprendere, che si rivelerà come fondamentale per il loro futuro.

Penso che all’interno delle varie realtà universitarie vi siano corsi formativi specifici validi in grado di preparare i ragazzi al mondo dello sport. Juventus è una realtà basata sulla continua ricerca di giovani talenti, intraprendenti, innovativi e proattivi.

Per maggiori informazioni e per scoprire le nuovi posizioni lavorative aperte presso Juventus, visita la sezione Lavora Con Noi del sito ufficiale della Juventus.

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