Entusiasmante risultato ottenuto dalla School of Advanced Studies dell'Università di Camerino, la Scuola che coordina tutti i diversi curricula di dottorato attivati dall’Ateneo camerte.
A fronte di un minimo aumento pari a circa il 4% del fondo ministeriale nazionale per le borse di studio post lauream, l’Università di Camerino ha ottenuto addirittura un finanziamento pari ad oltre il 64% in più rispetto allo scorso anno.
Da quest’anno infatti tra i parametri fissati dal Ministero per l’assegnazione dei fondi, sono stati inseriti non solo il numero di laureati e di dottorandi attivi, ma anche la capacità dell’Ateneo di attrarre dottorandi da altre sedi, siano queste nazionali che internazionali.
“Siamo davvero soddisfatti per questo importante risultato – sottolinea la prof.ssa Cristina Miceli, Direttore della School of Advanced Studies di Unicam – che premia la scelta dell’Ateneo di istituire, nel 2005, una Scuola di Dottorato unica per l’Ateneo, che tra le principali linee politiche e di sviluppo ha proprio quella dell’internazionalizzazione. Ed è infatti in questa direzione che abbiamo lavorato sodo, senza limitarci al nostro naturale bacino di utenza, la Regione Marche o comunque il Centro Italia. I nostri dottorandi stranieri, ad esempio, provengono da Paesi quali la Cina, l’India, Paesi africani e sudamericani; quest’anno abbiamo anche una dottoranda statunitense”.
“La soddisfazione è ancora maggiore – prosegue la prof.ssa Miceli – perché questo incremento del finanziamento riguarda, come abbiamo detto, il post-lauream e comprende quindi dottorandi, post-doc, borsisti, cioè le persone che attualmente portano avanti la ricerca nei nostri laboratori. Siamo in un momento in cui le attività generali dei docenti sono sempre maggiori, le possibilità concorsuali per i giovani sempre più scarse, quindi coloro che effettivamente lavorano e portano avanti la ricerca nei laboratori sono principalmente i dottorandi e i borsisti di vario genere”.
Un altro parametro che ha premiato l’Università di Camerino è rappresentato dal numero di borse ottenute con fondi esterni.
“Anche su questo aspetto – sottolinea la professoressa Miceli – abbiamo puntato molto. Abbiamo cioè utilizzato il finanziamento ministeriale, seppur minimo, come co-finanziamento per fondi attratti dall’esterno, cercando collaborazioni con l’industria e con altri enti di ricerca”.
Sito dell'Università:
www.unicam.it
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