In attesa dell’Asfor Master Day, che si terrà l’8 ottobre 2026, abbiamo avuto l’onore di intervistare Francesca Gregori | People Experience Manager, PwC Italy – Master di I livello in Risorse Umane e Organizzazione di ISTUD Business School.
- Cosa vi ha spinto a scegliere un diplomato del Master Accreditato ASFOR in Risorse Umane e Organizzazione, organizzato da ISTUD Business School?
Abbiamo deciso di inserire ragazzi che hanno frequentato il Master ISTUD in Risorse Umane e Organizzazione perché sicuramente hanno già fatto una scelta sul loro percorso, hanno deciso di investire su loro stessi, sulle loro competenze, sul loro futuro professionale. Hanno ricevuto una formazione multidisciplinare, hanno fatto esperienze pratiche, hanno ascoltato una didattica frontale, hanno visto interventi e testimonianze di professionisti del mondo HR, hanno sviluppato un approccio strategico, molto progettuale e quindi ci aspettiamo che poi portino tutte queste competenze nell’organizzazione. Ci aspettiamo quindi che siano pronti ad accogliere il cambiamento, che vogliano lavorare su diverse progettualità, che vogliano continuare ad acquisire competenze, a investire su loro stessi e a rendere visibile il loro contributo verso l’organizzazione e verso i colleghi. Con l’obiettivo di reimmaginare i propri limiti e i propri confini, andare sempre un po’ oltre.
- Quale dimensione della formazione manageriale è oggi la più strategica per rispondere alle esigenze di sviluppo e di change management della vostra organizzazione?
È un mondo di continui cambiamenti, innovazioni tecnologiche e non. ‘Leadership’ vuol dire diverse cose, sicuramente una consapevolezza di sé stessi e quindi un impatto sull’organizzazione. Aggiungiamo a leadership l’aggettivo ‘trasformativa’, come possiamo cambiare le organizzazioni o contribuire al cambiamento. È un cambiamento costante, sempre più veloce e quindi bisogna cavalcarlo. Come quando si fa surf e si prende l’onda. Investendo su questa competenza ci aspettiamo che le persone possano acquisire la capacità di contribuire continuamente e di reimmaginare il futuro. Ci abbinerei anche l’intelligenza emotiva, comprendere l’interlocutore, chi ti sta di fronte, che situazione stai affrontando, quali competenze devi mettere in atto, come devi comunicare. Questo diventa ancor più fondamentale perché delle volte, appunto, c’è anche una barriera tecnologica, delle volte siamo dietro un video; è sempre più complesso e quindi bisognerà continuare ad investire su questa competenza per far sì che le persone abbiano un bagaglio completo e possano in ogni situazione sentirsi a proprio agio, consapevoli e quindi dare il proprio contributo.
- In un contesto di grandi cambiamenti – dove l’Intelligenza Artificiale è sempre più diffusa – in che modo e in che misura la formazione manageriale di eccellenza concorre a sviluppare un reale vantaggio competitivo per l’azienda?
Credo che il pensiero critico e la curiosità intellettuale siano davvero degli aspetti imprescindibili delle competenze che tutti noi dobbiamo sviluppare. Il piccolo problema è che non si insegnano. Il pensiero critico è sicuramente molto complesso, si acquisisce con l’esperienza. Dopo aver visto delle situazioni, dopo aver interagito con dei colleghi; ancora di più con l’intelligenza artificiale non basta l’AI fluency, ma bisogna comprendere come indirizzare l’intelligenza artificiale, come ottenere le giuste risposte, come leggerle, come interagire costantemente. Questo vuol dire anche cambiare la modalità di lavoro, il nostro approccio quotidiano: la curiosità è quello che ci deve continuare a spingere a fare quel qualcosa in più, a cambiare il nostro quotidiano tutti i giorni, a metterci in discussione e poi a leggere quello che abbiamo fatto noi il giorno prima, metterlo in discussione un’altra volta e leggere le risposte che ci ha restituito la macchina e interpretarle con un senso critico che ti dà anche quella responsabilità di utilizzarla nel modo corretto. Perché ovviamente questi tool sono potentissimi e rappresentano il futuro, sono il futuro, evolvono molto velocemente, ma presentano dei rischi che dobbiamo governare. Secondo me queste competenze si sviluppano, con l’esperienza abbiamo sempre di più la capacità di governarle.
Altri articoli consigliati: Scopri il sistema di Accreditamento Asfor.
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